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Efficienza Energetica

Diagnosi energetica in azienda: chi è obbligato, scadenze e soglie UE

Obbligo per grandi imprese ed energivore, termini del 5 e del 22 dicembre, sanzioni e nuove soglie di consumo della direttiva UE 2023/1791, non ancora recepita in Italia a ottobre 2026.

4 min di lettura

A cura di IPGS ENERGYAggiornato il

La diagnosi energetica (o audit energetico) è, per il D.Lgs. 102/2014, una procedura sistematica che serve a conoscere il profilo di consumo di un sito, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio sotto il profilo costi-benefici e a riferirne i risultati. Per alcune imprese è un obbligo che torna ogni quattro anni; per tutte è il documento da cui partono investimenti, incentivi e sistemi di gestione dell'energia.

Chi è obbligato oggi

Al 10 ottobre 2026 vale l'articolo 8 del D.Lgs. 102/2014, nel testo in vigore dal 29 luglio 2020. L'obbligo riguarda i siti produttivi in Italia di due categorie di imprese.

ChiCriterioChe cosa deve fare
Grandi impresePiù di 250 occupati insieme a un fatturato annuo oltre 50 milioni di euro o a un totale di bilancio oltre 43 milioni, per due esercizi consecutiviDiagnosi ogni 4 anni
Imprese a forte consumo di energiaIscritte negli elenchi CSEA, qualunque sia la dimensioneDiagnosi ogni 4 anni e, tra una e l'altra, almeno uno degli interventi individuati oppure un sistema ISO 50001
EsclusiGrandi imprese sotto 50 tep l'anno; imprese con ISO 50001 che include una diagnosi conforme all'allegato 2Documentazione a ENEA al posto della diagnosi

Occupati, fatturato e bilancio si calcolano includendo imprese collegate e associate (chiarimenti ministeriali del 2016): una controllata piccola può risultare «grande» per effetto del gruppo. E l'esonero per i sistemi di gestione riguarda oggi la sola ISO 50001: EMAS e ISO 14001 non compaiono più nel testo vigente.

Scadenze, controlli e sanzioni

4 anni
Intervallo massimo tra due diagnosi
5 dicembre
Termine per eseguirla nell'anno d'obbligo
22 dicembre
Termine per trasmetterla a ENEA su Audit102

Chi ha adempiuto a dicembre 2023 ha la prossima scadenza a dicembre 2027, ma i calendari variano: alla scadenza del 5 dicembre 2025 ENEA ha ricevuto 671 diagnosi da 438 soggetti obbligati. Ogni anno ENEA controlla un campione di imprese, pari ad almeno il 3%, e tutte le diagnosi svolte da auditor interni.

La diagnosi non eseguita costa da 4.000 a 40.000 euro, quella non conforme da 2.000 a 20.000; pagare non esime dal farla. Per le energivore che non attuano gli interventi né adottano la ISO 50001 la sanzione va da 1.000 a 10.000 euro. Pesa di più l'effetto sulle agevolazioni: dal 28 aprile 2026 ENEA controlla tutte le imprese, e la diagnosi deve risultare valida e caricata su Audit102 alla data della domanda alla CSEA.

Come si svolge

La diagnosi è condotta da società di servizi energetici (ESCO) o da esperti in gestione dell'energia (EGE), certificati da organismi accreditati secondo le norme UNI CEI 11352 e UNI CEI 11339. I criteri minimi sono nell'allegato 2 del decreto e nelle norme UNI CEI EN 16247.

Raccolta dati Sopralluogo Modellazione Interventi Rapporto su Audit102

Chi ha più sedi deve elencarle tutte con i consumi e sottoporre a diagnosi un numero di siti proporzionato e rappresentativo, anche con il metodo di «clusterizzazione» proposto da ENEA.

Le soglie europee in arrivo

La direttiva (UE) 2023/1791 sostituisce il criterio dimensionale con il consumo medio annuo degli ultimi tre anni, sommando tutti i vettori energetici.

Consumo medio annuoObbligo previstoTermine nella direttiva
Oltre 10 TJ (circa 2,8 GWh)Audit energetico almeno ogni 4 anni e piano d'azione trasmesso agli amministratoriPrimo audit entro l'11 ottobre 2026
Oltre 85 TJ (circa 23,6 GWh)Sistema di gestione dell'energia certificatoEntro l'11 ottobre 2027

Il recepimento era dovuto entro l'11 ottobre 2025 e l'Italia non lo ha completato: il 1° ottobre 2026 la Commissione europea le ha inviato un parere motivato (procedura INFR(2025)0334), con due mesi per rispondere. Finché manca la norma nazionale, l'obbligo operativo resta quello dell'articolo 8; le soglie dicono però chi sarà coinvolto, comprese le PMI con consumi elevati oggi escluse.

Per un'impresa: cosa guardare

  • Verificare lo status ogni anno. La dimensione si legge a livello di gruppo e su due esercizi; l'iscrizione agli elenchi CSEA obbliga anche una PMI.
  • Calcolare già ora i TJ. La somma di elettricità, gas e altri combustibili degli ultimi tre anni dice se si supereranno i 10 o gli 85 TJ.
  • Preparare i dati prima dell'incarico. Bollette e curve di prelievo, letture dei contatori interni, elenco dei siti con i consumi, volumi di produzione.
  • Errori tipici. Dimenticare le società collegate, escludere sedi senza motivarlo, ritenersi esonerati con EMAS o ISO 14001, lasciare nel cassetto gli interventi individuati.

Gli interventi che emergono possono accedere ai certificati bianchi, se il progetto viene presentato prima di avviare i lavori. Per applicare queste regole ai vostri siti c'è il servizio di diagnosi energetica ed efficientamento di IPGS ENERGY: Richiedi un confronto.

Fonti

Contenuto informativo a cura di IPGS ENERGY. Le informazioni sono verificate alla data di aggiornamento indicata e non sostituiscono un'analisi contrattuale, fiscale o normativa riferita alla singola impresa.

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