La cogenerazione, o CHP (Combined Heat and Power), è la generazione simultanea, in un unico processo, di energia elettrica e di calore. Per un'impresa significa produrre in sito elettricità e usare il calore recuperato dal motore o dalla turbina per acqua calda, vapore o, con un assorbitore, freddo. Il vantaggio rispetto all'acquisto separato di elettricità e di combustibile per le caldaie dipende soprattutto da quanto calore viene davvero usato.
Come funziona
La legge chiama «calore utile» solo quello che soddisfa una domanda economicamente giustificabile di calore o di raffreddamento: il calore dissipato non conta. Per questo un cogeneratore si dimensiona sul fabbisogno termico, non su quello elettrico.
Quando è «ad alto rendimento» (CAR)
La qualifica che dà accesso ai benefici è la cogenerazione ad alto rendimento, disciplinata dal D.Lgs. 20/2007 e dai decreti ministeriali del 4 agosto e del 5 settembre 2011. Il parametro è il risparmio di energia primaria (PES): quanta energia in meno consuma l'impianto rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di elettricità e calore, calcolata con rendimenti di riferimento europei (regolamento delegato UE 2015/2402, aggiornato dal 2023/2104).
Il riconoscimento non è definitivo: il GSE lo verifica ogni anno a consuntivo, sui dati dell'anno precedente, e la richiesta va inviata entro il 31 marzo tramite il portale RICOGE. Secondo i criteri europei, se il rendimento complessivo annuo resta sotto il 75% (80% per i cicli combinati e per le turbine a condensazione con estrazione di vapore), solo una parte dell'elettricità prodotta è considerata cogenerativa.
I benefici in vigore
| Beneficio | Che cosa prevede | Condizioni |
|---|---|---|
| Certificati bianchi CAR | Titoli riconosciuti ogni anno dal GSE in proporzione al risparmio di energia primaria, per 10 anni solari (15 se l'unità è abbinata a una rete di teleriscaldamento) | Unità nuove o rifatte, entrate in esercizio dopo il 6 marzo 2007 e riconosciute CAR a consuntivo |
| Accisa sul gas | Al gas attribuito alla produzione elettrica (in modo convenzionale, 0,220 metri cubi per kWh prodotto) si applica l'aliquota prevista per quell'impiego, non quella per combustione; per l'autoproduzione l'aliquota si applica al 30% | Generazione combinata di elettricità e calore utile (articolo 21 del testo unico delle accise) |
Ogni anno l'operatore sceglie se ricevere i titoli sul proprio conto presso il GME, per venderli, o cederli al GSE a un prezzo di ritiro fisso per tutto il periodo: quello vigente all'entrata in esercizio. Sul mercato dei titoli vedi certificati bianchi.
I nuovi criteri europei
La direttiva (UE) 2023/1791 conferma la soglia del 10% di PES e aggiunge un limite alle emissioni: per le unità alimentate a combustibili fossili realizzate o ammodernate in modo sostanziale dopo il recepimento, meno di 270 grammi di CO₂ per kWh di energia prodotta, sommando elettricità, calore e freddo. Le unità in funzione prima del 10 ottobre 2023 possono derogare fino al 1° gennaio 2034, con un piano di riduzione progressiva delle emissioni. A ottobre 2026 l'Italia non ha completato il recepimento della direttiva: chi valuta un impianto nuovo deve mettere in conto requisiti CAR più severi.
Per un'impresa: cosa guardare
- A chi interessa. Siti con un fabbisogno di calore o di freddo continuo e contemporaneo a quello elettrico per gran parte dell'anno: processi con vapore o acqua calda, essiccazione, grandi strutture climatizzate.
- Il dato da cui partire. Le curve orarie di elettricità e calore di almeno un anno, meglio se da una diagnosi energetica recente: con i soli totali di bolletta si rischia di sovradimensionare l'impianto e di perdere il PES.
- Il conto economico. Dipende dal rapporto tra prezzo del gas e prezzo dell'elettricità, che cambia nel tempo: va simulato su più scenari.
- Misure e scadenze. Servono contatori di combustibile, elettricità e calore utile; la richiesta CAR va inviata ogni anno entro il 31 marzo e, prima dell'entrata in esercizio, si può chiedere al GSE una valutazione preliminare.
- L'effetto sugli altri obblighi. Il combustibile del cogeneratore entra nel calcolo dei tep per la nomina dell'energy manager.
- Errori tipici. Dimensionare sul carico elettrico, dare per acquisita la qualifica CAR, ignorare il limite europeo sulle emissioni in un investimento che dura oltre il 2034.
Per valutare se la cogenerazione ha senso nel vostro sito, IPGS ENERGY, che è un consulente e non un fornitore, parte dai dati orari: Richiedi un confronto.
Fonti
- GSE — Cogenerazione ad alto rendimento (consultata il 10 ottobre 2026)
- GSE — CAR e certificati bianchi (consultata il 10 ottobre 2026)
- GSE — Cogenerazione ad alto rendimento: documenti (consultata il 10 ottobre 2026)
- Normattiva — D.Lgs. 20/2007, articolo 2 (definizioni) (consultata il 10 ottobre 2026)
- Normattiva — D.Lgs. 504/1995, articolo 21 (accise) (consultata il 10 ottobre 2026)
- EUR-Lex — Direttiva (UE) 2023/1791 sull'efficienza energetica, allegati II e III (consultata il 10 ottobre 2026)
- Ufficio delle pubblicazioni dell'UE — Regolamento delegato (UE) 2023/2104 sui valori di rendimento di riferimento (consultata il 10 ottobre 2026)
- Commissione europea — October infringements package: key decisions on energy (consultata il 10 ottobre 2026)
Contenuto informativo a cura di IPGS ENERGY. Le informazioni sono verificate alla data di aggiornamento indicata e non sostituiscono un'analisi contrattuale, fiscale o normativa riferita alla singola impresa.
Servizio correlato