La fattura elettrica di un'impresa non si legge come una bolletta di casa: pesano la potenza, il livello di tensione, l'energia reattiva e un regime fiscale che cambia con l'attività svolta. Dal 1° luglio 2025, per le forniture in bassa tensione (fino a 1 kV), vale il formato definito da ARERA con la delibera 315/2024/R/com: frontespizio unificato, «Scontrino dell'energia», «Box dell'offerta» ed elementi di dettaglio. In media tensione (oltre 1 kV e fino a 35 kV) e in alta tensione questa disciplina non si applica e l'impaginazione dipende dal fornitore; le voci di costo sono le stesse.
Le voci della fattura
| Voce | Che cosa contiene | Chi la determina |
|---|---|---|
| Spesa per la vendita di energia elettrica | Acquisto dell'energia, dispacciamento, commercializzazione al dettaglio | Il contratto con il fornitore |
| Spesa per la tariffa per l'uso della rete | Trasmissione, distribuzione e misura, in quota fissa, quota potenza e quota energia | ARERA, uniforme in tutta Italia |
| Spesa per oneri generali di sistema | Componente Asos (sostegno a rinnovabili e cogenerazione) e componente Arim (rimanenti oneri generali) | ARERA |
| Imposte | Accisa e IVA | Stato |
Nello Scontrino ogni importo è una quantità moltiplicata per un prezzo medio: quota consumi (kWh), quota fissa (mesi) e quota potenza (kW), ciascuna divisa tra vendita e «rete e oneri». I corrispettivi unitari sono negli elementi di dettaglio, raggiungibili dal QR code o dall'indirizzo web in fattura. ARERA pubblica ogni trimestre la composizione percentuale della spesa dell'utente domestico tipo in maggior tutela: non è un riferimento per un'impresa, dove il peso di ogni voce dipende da tensione, potenza, profilo di consumo e regime fiscale.
Potenza, energia reattiva e perdite
- Potenza disponibile — la massima potenza prelevabile senza essere disalimentati, quella per cui è stato pagato il contributo di allacciamento.
- Potenza impegnata — il livello indicato in contratto dove è installato un limitatore; negli altri casi è il massimo prelevato nel mese, misurato sul quarto d'ora di punta: un solo picco determina la quota potenza dell'intero mese.
- Energia reattiva — energia accessoria che, a parità di energia attiva, aumenta corrente e perdite. Per i clienti non domestici in bassa tensione oltre 16,5 kW di potenza disponibile e per quelli in media tensione, i prelievi oltre il 33% dell'energia attiva pagano un corrispettivo in €/kvarh, calcolato ogni mese fascia per fascia. Il rimedio è il rifasamento.
- Perdite di rete e dispacciamento — l'energia che non arriva al punto di consegna è addebitata con fattori percentuali convenzionali fissati da ARERA; il dispacciamento è il servizio che tiene in equilibrio immissioni e prelievi.
Accise e IVA
Per gli usi in locali e luoghi diversi dalle abitazioni l'accisa è di 0,0125 €/kWh sui primi 200.000 kWh del mese e di 0,0075 €/kWh sui consumi ulteriori fino a 1.200.000 kWh; chi supera 1.200.000 kWh mensili paga 0,0125 €/kWh sui primi 200.000 kWh e 4.820 euro al mese in misura fissa sul resto (tabella dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aggiornata al 6 ottobre 2026). Non è sottoposta ad accisa, tra l'altro, l'energia usata nella riduzione chimica e nei processi elettrolitici, metallurgici e mineralogici.
L'IVA ordinaria è al 22%; scende al 10% per le imprese estrattive, agricole e manifatturiere che lo chiedono per iscritto al fornitore dichiarando di averne i requisiti.
Per un'impresa: cosa guardare
- Potenza — confrontate la potenza impegnata con i massimi mensili prelevati, che la fattura riporta per gli ultimi dodici mesi: picchi isolati e potenza sovradimensionata si pagano ogni mese.
- Reattiva — se compaiono righe di energia reattiva in eccesso, fate verificare l'impianto di rifasamento.
- Prezzo — ricostruite il prezzo dell'energia dalla formula di contratto (indice, spread, perdite, fascia per fascia) e confrontatelo con quello fatturato; i valori del PUN sono nella pagina indici di mercato.
- Imposte — errori tipici: IVA al 22% a un'impresa manifatturiera che non ha mai inviato la dichiarazione, accisa su consumi di processo esclusi.
- Oneri — le imprese a forte consumo di energia elettrica iscritte nell'elenco CSEA pagano la componente Asos secondo la propria classe di agevolazione: controllate che sia applicata su ogni POD.
- Consumi — distinguete letture effettive, stime e ricalcoli; con più sedi, fate la verifica punto per punto.
Al fornitore chiedete gli elementi di dettaglio in formato elaborabile, le curve di carico e il dettaglio dei corrispettivi di dispacciamento e capacità applicati.
Per un controllo sistematico c'è il servizio di controllo delle fatture di energia e gas di IPGS ENERGY. Richiedi un confronto.
Fonti
- ARERA — Delibera 315/2024/R/com, «La bolletta dei clienti finali di energia» (consultata il 10 ottobre 2026)
- ARERA — Glossario della bolletta per la fornitura di energia elettrica, in vigore dal 1° luglio 2025 (consultata il 10 ottobre 2026)
- ARERA — TIT 2024-2027, tariffe di distribuzione (consultata il 10 ottobre 2026)
- ARERA — Delibera 630/2023/R/eel, corrispettivi per energia reattiva (consultata il 10 ottobre 2026)
- ARERA — Guida alla lettura delle voci di spesa, elettricità (consultata il 10 ottobre 2026)
- ARERA — Comunicato del 29 settembre 2026 sul IV trimestre 2026 (consultata il 10 ottobre 2026)
- ARERA — Scheda tecnica 619/2023/R/eel, imprese a forte consumo di energia elettrica (consultata il 10 ottobre 2026)
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — Aliquote accisa nazionali (consultata il 10 ottobre 2026)
- Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — Circolare n. 32/2025 (consultata il 10 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate — Risoluzione n. 79/E del 25 marzo 2009 (consultata il 10 ottobre 2026)
Contenuto informativo a cura di IPGS ENERGY. Le informazioni sono verificate alla data di aggiornamento indicata e non sostituiscono un'analisi contrattuale, fiscale o normativa riferita alla singola impresa.
Servizio correlato