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Bolletta e Contratti

Come leggere la fattura dell'energia elettrica di un'azienda

Le voci della fattura elettrica per usi non domestici, in bassa e media tensione: vendita, rete, oneri di sistema, potenza, energia reattiva, accise e IVA, con i controlli da fare.

5 min di lettura

A cura di IPGS ENERGYAggiornato il

La fattura elettrica di un'impresa non si legge come una bolletta di casa: pesano la potenza, il livello di tensione, l'energia reattiva e un regime fiscale che cambia con l'attività svolta. Dal 1° luglio 2025, per le forniture in bassa tensione (fino a 1 kV), vale il formato definito da ARERA con la delibera 315/2024/R/com: frontespizio unificato, «Scontrino dell'energia», «Box dell'offerta» ed elementi di dettaglio. In media tensione (oltre 1 kV e fino a 35 kV) e in alta tensione questa disciplina non si applica e l'impaginazione dipende dal fornitore; le voci di costo sono le stesse.

Le voci della fattura

VoceChe cosa contieneChi la determina
Spesa per la vendita di energia elettricaAcquisto dell'energia, dispacciamento, commercializzazione al dettaglioIl contratto con il fornitore
Spesa per la tariffa per l'uso della reteTrasmissione, distribuzione e misura, in quota fissa, quota potenza e quota energiaARERA, uniforme in tutta Italia
Spesa per oneri generali di sistemaComponente Asos (sostegno a rinnovabili e cogenerazione) e componente Arim (rimanenti oneri generali)ARERA
ImposteAccisa e IVAStato

Nello Scontrino ogni importo è una quantità moltiplicata per un prezzo medio: quota consumi (kWh), quota fissa (mesi) e quota potenza (kW), ciascuna divisa tra vendita e «rete e oneri». I corrispettivi unitari sono negli elementi di dettaglio, raggiungibili dal QR code o dall'indirizzo web in fattura. ARERA pubblica ogni trimestre la composizione percentuale della spesa dell'utente domestico tipo in maggior tutela: non è un riferimento per un'impresa, dove il peso di ogni voce dipende da tensione, potenza, profilo di consumo e regime fiscale.

Potenza, energia reattiva e perdite

16,5 kW
Potenza disponibile oltre cui, in bassa tensione, si paga la reattiva in eccesso
33%
Soglia dell'energia reattiva rispetto all'attiva prelevata
0,9
Fattore di potenza minimo al massimo carico in F1 e F2
  • Potenza disponibile — la massima potenza prelevabile senza essere disalimentati, quella per cui è stato pagato il contributo di allacciamento.
  • Potenza impegnata — il livello indicato in contratto dove è installato un limitatore; negli altri casi è il massimo prelevato nel mese, misurato sul quarto d'ora di punta: un solo picco determina la quota potenza dell'intero mese.
  • Energia reattiva — energia accessoria che, a parità di energia attiva, aumenta corrente e perdite. Per i clienti non domestici in bassa tensione oltre 16,5 kW di potenza disponibile e per quelli in media tensione, i prelievi oltre il 33% dell'energia attiva pagano un corrispettivo in €/kvarh, calcolato ogni mese fascia per fascia. Il rimedio è il rifasamento.
  • Perdite di rete e dispacciamento — l'energia che non arriva al punto di consegna è addebitata con fattori percentuali convenzionali fissati da ARERA; il dispacciamento è il servizio che tiene in equilibrio immissioni e prelievi.

Accise e IVA

Per gli usi in locali e luoghi diversi dalle abitazioni l'accisa è di 0,0125 €/kWh sui primi 200.000 kWh del mese e di 0,0075 €/kWh sui consumi ulteriori fino a 1.200.000 kWh; chi supera 1.200.000 kWh mensili paga 0,0125 €/kWh sui primi 200.000 kWh e 4.820 euro al mese in misura fissa sul resto (tabella dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aggiornata al 6 ottobre 2026). Non è sottoposta ad accisa, tra l'altro, l'energia usata nella riduzione chimica e nei processi elettrolitici, metallurgici e mineralogici.

L'IVA ordinaria è al 22%; scende al 10% per le imprese estrattive, agricole e manifatturiere che lo chiedono per iscritto al fornitore dichiarando di averne i requisiti.

Per un'impresa: cosa guardare

  • Potenza — confrontate la potenza impegnata con i massimi mensili prelevati, che la fattura riporta per gli ultimi dodici mesi: picchi isolati e potenza sovradimensionata si pagano ogni mese.
  • Reattiva — se compaiono righe di energia reattiva in eccesso, fate verificare l'impianto di rifasamento.
  • Prezzo — ricostruite il prezzo dell'energia dalla formula di contratto (indice, spread, perdite, fascia per fascia) e confrontatelo con quello fatturato; i valori del PUN sono nella pagina indici di mercato.
  • Imposte — errori tipici: IVA al 22% a un'impresa manifatturiera che non ha mai inviato la dichiarazione, accisa su consumi di processo esclusi.
  • Oneri — le imprese a forte consumo di energia elettrica iscritte nell'elenco CSEA pagano la componente Asos secondo la propria classe di agevolazione: controllate che sia applicata su ogni POD.
  • Consumi — distinguete letture effettive, stime e ricalcoli; con più sedi, fate la verifica punto per punto.

Al fornitore chiedete gli elementi di dettaglio in formato elaborabile, le curve di carico e il dettaglio dei corrispettivi di dispacciamento e capacità applicati.

Per un controllo sistematico c'è il servizio di controllo delle fatture di energia e gas di IPGS ENERGY. Richiedi un confronto.

Fonti

Contenuto informativo a cura di IPGS ENERGY. Le informazioni sono verificate alla data di aggiornamento indicata e non sostituiscono un'analisi contrattuale, fiscale o normativa riferita alla singola impresa.

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