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Stoccaggio del gas: le regole del 2026 e gli effetti sui prezzi per le imprese

Come funziona lo stoccaggio in Italia, chi lo gestisce, che cosa prevedono le regole europee di riempimento dopo la modifica del 2025 e perché il livello delle scorte interessa chi compra gas per un'impresa.

4 min di lettura

A cura di IPGS ENERGYAggiornato il

Lo stoccaggio è il polmone del sistema gas: si riempie quando la domanda è bassa e si svuota in inverno. Un'impresa non compra capacità di stoccaggio e non ne trova traccia come voce di fattura, ma il livello di riempimento è uno dei fattori che muovono i prezzi all'ingrosso a cui sono agganciati i contratti. Le regole europee sono cambiate nel 2025: chi ragiona ancora sull'obbligo del «90% al 1° novembre» usa un riferimento superato.

Il ciclo dello stoccaggio

Ciclo annuale dello stoccaggio gas INIEZIONE Apr – Ott STOCCAGGIO Giacimenti esauriti EROGAZIONE Nov – Mar Il ciclo si ripete ogni anno

In Italia il gas si conserva in giacimenti esauriti, tra 1.000 e 1.500 metri di profondità (Snam). L'iniezione si concentra tra aprile e ottobre, l'erogazione tra novembre e marzo; l'anno termico dello stoccaggio va dal 1° aprile al 31 marzo. Secondo ARERA lo stoccaggio fornisce fino al 30% del gas consumato in inverno.

~18 mld m³
Capacità di stoccaggio italiana (ARERA)
90%
Obiettivo UE, tra 1° ottobre e 1° dicembre
88,4%
Riempimento in Italia all'8 ottobre 2026 (AGSI)

Il sistema italiano

ARERA indica per l'Italia circa 18 miliardi di metri cubi di capacità, con 15 concessioni e 13 campi attivi. Dodici siti fanno capo al gruppo Snam: cinque in Lombardia, quattro in Emilia-Romagna, due in Abruzzo e uno in Veneto. Tre di questi appartenevano a Edison Stoccaggio, acquisita da Snam il 3 marzo 2025, ridenominata Stogit Adriatica e incorporata in Stogit dal 1° gennaio 2026. L'unico sito attivo fuori dal gruppo è Cornegliano Laudense (Ital Gas Storage), in esercizio dal 2019, con circa 1 miliardo di metri cubi.

A fine 2025 Snam dichiarava per i propri siti una capacità complessiva di 18,1 miliardi di metri cubi: 13,5 disponibili per i servizi di modulazione, minerario e bilanciamento e 4,6 di riserva strategica. I dati di ARERA e di Snam non coincidono al decimale: vanno letti come ordini di grandezza.

A che cosa serve la capacità

  • Modulazione: è lo stoccaggio commerciale, che copre la differenza tra estate e inverno. La capacità viene assegnata con aste a cui partecipano grossisti e venditori.
  • Riserva strategica: 4,62 miliardi di Smc, fissati dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE). Si usa solo in emergenza, se gli stoccaggi commerciali si esauriscono.
  • Stoccaggio minerario e bilanciamento: quote minori, riservate ai produttori nazionali e al bilanciamento operativo della rete di trasporto.

Le regole europee in vigore nel 2026

Il regolamento (UE) 2025/1733, pubblicato il 10 settembre 2025, ha prorogato fino al 31 dicembre 2027 l'obbligo di riempimento introdotto nel 2022 e lo ha reso più flessibile:

  • l'obiettivo resta il 90%, ma può essere raggiunto in qualunque momento tra il 1° ottobre e il 1° dicembre, non più entro il 1° novembre; una volta raggiunto, non va mantenuto fino al 1° dicembre;
  • le tappe intermedie di riempimento sono indicative, salvo diversa scelta dei singoli Stati;
  • gli Stati possono scostarsi dall'obiettivo fino a 10 punti percentuali in condizioni di mercato difficili; la Commissione può concedere altri 5 punti, per una sola stagione, se quelle condizioni persistono.

I livelli si leggono sulla piattaforma AGSI di Gas Infrastructure Europe: all'8 ottobre 2026 gli stoccaggi italiani erano pieni all'88,4% e quelli dell'Unione europea a circa il 73%. Un anno prima, il 1° ottobre 2025, l'Unione era all'83% (Commissione europea).

Effetto sui prezzi

Stoccaggi pieni non bastano a tenere bassi i prezzi, ma stoccaggi scarsi amplificano ogni tensione. ARERA lo documenta per il primo trimestre 2026: la reazione delle quotazioni europee alle tensioni nel Golfo Persico è avvenuta in presenza di livelli di stoccaggio stagionalmente bassi. In estate, inoltre, gli acquisti per il riempimento sostengono i prezzi: la flessibilità introdotta nel 2025 nasce per ridurre questa pressione.

Per un'impresa: cosa guardare

  • In contratto: lo stoccaggio non compare. Conta però per il momento in cui si fissa un prezzo: le quotazioni dei mesi invernali incorporano le attese su quanto gas ci sarà nei depositi a inizio stagione.
  • In fattura: non c'è una voce «stoccaggio». Il costo della riserva strategica è coperto da un corrispettivo (CRVCS) applicato ai volumi di gas trasportati e rientra quindi tra i costi di trasporto.
  • Le decisioni che tocca: quando chiudere le forniture per l'inverno e quanta parte dei volumi lasciare indicizzata. Prima di una fissazione conviene guardare il riempimento rispetto agli anni precedenti, insieme alle quotazioni di PSV e TTF.
  • Errori tipici: leggere il solo dato italiano, quando il prezzo si forma su scala europea; confrontare il livello di oggi con la vecchia scadenza del 1° novembre; trattare lo stoccaggio come una previsione di prezzo invece che come uno degli indicatori.

Come tradurre questi segnali in regole di acquisto è materia di gestione del rischio prezzo e della consulenza gas per le imprese.

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Fonti

Contenuto informativo a cura di IPGS ENERGY. Le informazioni sono verificate alla data di aggiornamento indicata e non sostituiscono un'analisi contrattuale, fiscale o normativa riferita alla singola impresa.

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